The Lord Will

Antico Testamento · Poesia

Salmi 35:8

Revisionato da:
Ugo Candido
Ultimo aggiornamento:
Categoria:
Antico Testamento

Li colga una ruina improvvisa e sian presi nella rete ch’essi stessi hanno nascosta; scendano nella rovina apparecchiata per me.

Salmi 35:8 — Riveduta

Messaggio principale

Il versetto 8 prega una giustizia esatta e misurata: che la rete nascosta ricada su chi l'ha tesa e che il cacciatore cada nella sua stessa fossa, con la pena commisurata al delitto del versetto 7 e non oltre.

Significato nel contesto

Salmo 35:1–10 · Supplica perché Dio contenda con i nemici del salmista — Prega per una giustizia poetica e proporzionata, che la trappola nascosta del versetto 7 prenda chi l'ha tesa, e segna il concentrarsi sul nemico colto nel proprio tranello.

Il versetto continua l'immagine venatoria del versetto 7 e prega che rimbalzi indietro. La rete occultata deve prendere il suo stesso artefice "improvvisa", così che l'agguato che egli aveva ordito scatti invece su di lui. "Sian presi nella rete ch'essi stessi hanno nascosta; scendano nella rovina apparecchiata per me". Il danno torna esattamente alla sua fonte; il salmista chiede che il male si ritorca, non che sia gonfiato oltre l'intenzione.

Nella Riveduta la scena resta nell'immagine della rovina improvvisa e apparecchiata: l'insidia progettata per il salmista si abbatte su chi l'ha ordita. Il quadro si stringe su chi tende la trappola, colto nel tranello che egli stesso ha teso.

La giustizia richiesta è deliberatamente proporzionata. È il ritorcersi del male su se stesso, che appartiene all'ordine con cui Dio governa il mondo, non la rivalsa del salmista. Egli chiede a Dio di farlo avvenire; non fa scattare lui la trappola.

Dipende direttamente dall'immagine della rete e della fossa nascoste del versetto 7, ritorcendo quella trappola su chi l'ha scavata.

Altri insegnamenti

Il giudizio richiesto è proporzionato

Il giudizio richiesto è proporzionato: la trappola che il nemico ha nascosto, e nulla di peggio, è ciò che il salmista chiede di veder ricadere su di lui.

Riferimenti incrociati: La petizione "sian presi nella rete ch'essi stessi hanno nascosta", che misura la pena sul delitto.

La rovina giunge

La rovina giunge "improvvisa", a specchio della segretezza del versetto 7: l'agguato che il nemico aveva ordito lo coglie tanto inaspettatamente quanto egli voleva cogliere il salmista.

Riferimenti incrociati: La frase "Li colga una ruina improvvisa", che riecheggia l'occultamento della rete tesa.

Applicazioni nella vita quotidiana

  1. 1

    Hai visto qualcuno tramare contro di te, e vorresti che ricevesse esattamente ciò che si merita.

    Puoi chiedere sinceramente a Dio giustizia, che il danno da loro architettato non riesca e ricada giustamente, rifiutando di essere tu ad architettare la loro caduta.

    È una preghiera per la giustizia proporzionata di Dio, non un piano per intrappolare o distruggere qualcuno di tua mano; tenuto nelle tue mani, il desiderio si inacidisce nella stessa malizia che condanna.

Fraintendimenti comuni

Il versetto 8 autorizza i credenti ad assicurarsi che i nemici cadano nella propria trappola dandole una mano.

Il versetto è una richiesta rimessa a Dio, che li colga la rovina, perché sia lui a portare la giusta retribuzione. Non è permesso di architettare la rovina di alcuno, e chiede deliberatamente una giustizia misurata e adeguata, non una vendetta senza limiti.

Come applicare Salmi 35:8

Usa Salmi 35:8 come una dichiarazione quotidiana. Proclamalo sulle tue circostanze, inserendo il tuo nome dove rilevante. Lascia che la sua promessa tratta da Salmi ancori la tua prospettiva mentre prendi decisioni legate dalle Scritture, e condividilo con una persona che oggi potrebbe averne bisogno.

Fonti e metodo

  • Testo biblico

    Le citazioni bibliche in italiano sono tratte dalla Riveduta (Luzzi, 1927), di pubblico dominio.

  • Interpretazione

    Leggere la trappola che si ritorce come preghiera per una giustizia proporzionata rimessa a Dio segue la tradizione di pubblico dominio, ad es. Matthew Henry, Commentario sull'intera Bibbia (1710) sul Salmo 35; non si afferma alcuna data né occasione precisa di composizione, poiché il testo non ne fornisce.