Antico Testamento · Poesia
Salmi 35:15
- Revisionato da:
- Ugo Candido
- Ultimo aggiornamento:
- Categoria:
- Antico Testamento
Ma, quand’io vacillo, essi si rallegrano, s’adunano assieme; s’aduna contro di me gente abietta che io non conosco; mi lacerano senza posa.
Messaggio principale
La devozione gli è gettata in faccia: quando la sciagura lo ha colpito, si sono adunati con gioia (perfino gente abietta che accerchia un uomo ignaro) e lo hanno lacerato con una calunnia che non dava tregua.
Significato nel contesto
Salmo 35:11–18 · Lamento sugli accusatori ingiusti e traditori — Rovescia il contrasto dei versetti 13-14: le persone per cui il salmista si era dolutо ora gioiscono della sua sventura e lo dilaniano con una calunnia incessante.
L'enfatico "Ma, quand'io vacillo" rispecchia l'"Eppure io" del versetto 13 e completa il rovesciamento. Dove egli aveva pianto per loro, ora "essi si rallegrano" della sua caduta e "s'adunano assieme" contro di lui: il linguaggio di una folla ostile che si raccoglie.
Due dettagli affilano la crudeltà. "S'aduna contro di me gente abietta che io non conosco" indica persone infime e spregevoli, come se anche i più vili si unissero al linciaggio. E lo coglie di sorpresa, aggredito da un'ostilità che non aveva visto arrivare.
L'immagine finale, "mi lacerano senza posa", raffigura belve che sbranano la preda. È figura di una calunnia feroce e incessante, non di violenza letterale, e prepara la strada ai leoncelli del versetto 17. Il versetto scorre nel versetto 16, dove il lacerare diventa aperto scherno.
Il lacerare descritto qui prosegue nel versetto 16, dove prende la forma precisa dello scherno e del digrignare i denti.
Altri insegnamenti
Rallegrarsi della caduta di un altro è presentato come una crudeltà a sé
Rallegrarsi della caduta di un altro è presentato come una crudeltà a sé, distinta dal torto originario.
Riferimenti incrociati: La riga "quand'io vacillo, essi si rallegrano", che nomina la gioia per la sua sventura.
La calunnia è ritratta come incessante e predatoria
La calunnia è ritratta come incessante e predatoria, che lacera una persona senza sosta.
Riferimenti incrociati: L'immagine ferina "mi lacerano senza posa", usata in senso figurato dell'assalto verbale incessante.
Applicazioni nella vita quotidiana
- 1
Sei già a terra (una perdita, un fallimento, un pubblico rovescio) e invece dell'aiuto la gente si accanisce e sembra goderne.
Porta a Dio l'accanimento invece di recitare una forza che non senti, e lascia che l'esperienza rafforzi il tuo proposito di non essere mai tu parte della folla che gioisce della rovina altrui.
Il versetto dà parole al dolore di essere linciato; non è un mandato ad adunare la tua folla contro chi ti ha ferito. Lamenta la crudeltà a Dio; non rispecchiarla.
Passi biblici e risorse correlate
- Salmo 35 (capitolo intero)
Il versetto 15 volge il movimento dalla benevolenza del salmista alla crudeltà dei suoi nemici; la pagina del capitolo mostra come questo rovesciamento spinga verso la supplica centrale del versetto 17.
- Salmo 35:16
Il lacerare del versetto 15 continua nel versetto 16, dove diventa scherno e digrignare di denti.
- Salmo 34:19
La promessa del salmo vicino, che l'Eterno libera il giusto da molte afflizioni, è la fiducia che sta sotto questa cruda descrizione dell'avversità.
- Versetti biblici sull'ingiustizia
Il versetto 15 raffigura una folla che si rivolge ingiustamente contro un uomo già sofferente; questa pagina raccoglie la Scrittura per questo genere di torto.
Come applicare Salmi 35:15
Medita su Salmi 35:15 leggendolo ad alta voce ogni mattina di questa settimana. Chiediti come il suo messaggio dalle Scritture si applichi a una sfida che stai affrontando ora. Scrivi un passo concreto che compirai oggi in risposta alla sua verità, e ritorna a quell'impegno alla fine della settimana.
Fonti e metodo
Testo biblico
Le citazioni bibliche in italiano sono tratte dalla Riveduta (Luzzi, 1927), di pubblico dominio.
Interpretazione
Leggere il versetto 15 come rovesciamento della precedente benevolenza del salmista, con "gente abietta" intesa nel senso piano di persone infime e spregevoli, segue la tradizione di pubblico dominio, ad es. Matthew Henry, Commentario sull'intera Bibbia (1710) sul Salmo 35; non si afferma alcuna data né occasione storica precisa di composizione, poiché il testo non ne nomina alcuna.