The Lord Will

Salmo 16

Antico Testamento · Riveduta

Il Salmo 16 è un canto di rifugio e fedeltà stabile a Dio. Passa da una supplica per essere preservato alla gioia nei fedeli, al rifiuto del culto rivale e alla confessione che il SIGNORE è parte, eredità, consigliere e presenza sicura. Il movimento finale unisce la gioia dell’intera persona alla speranza oltre lo Sceol e culmina nel sentiero della vita e nella pienezza di gioia alla presenza di Dio.

1

Preservami, o Dio, perché io confido in te.

2

Io ho detto all’Eterno: Tu sei il mio Signore; io non ho bene all’infuori di te;

3

e quanto ai santi che sono in terra essi sono la gente onorata in cui ripongo tutta la mia affezione.

4

I dolori di quelli che corron dietro ad altri dii saran moltiplicati; io non offrirò le loro libazioni di sangue, né le mie labbra proferiranno i loro nomi.

5

L’Eterno è la parte della mia eredità e il mio calice; tu mantieni quel che m’è toccato in sorte.

6

La sorte è caduta per me in luoghi dilettevoli; una bella eredità mi e pur toccata!

7

Io benedirò l’Eterno che mi consiglia; anche la notte le mie reni mi ammaestrano.

8

Io ho sempre posto l’Eterno davanti agli occhi miei; poich’egli è alla mia destra, io non sarò punto smosso.

9

Perciò il mio cuore si rallegra e l’anima mia festeggia; anche la mia carne dimorerà al sicuro;

10

poiché tu non abbandonerai l’anima mia in poter della morte, ne permetterai che il tuo santo vegga la fossa.

11

Tu mi mostrerai il sentiero della vita; vi son gioie a sazietà nella tua presenza; vi son diletti alla tua destra in eterno.

Contesto

La soprascritta chiama il Salmo 16 «Miktam di Davide». Il significato preciso di «Miktam» è incerto e non va presentato come termine tecnico definito con sicurezza. Il salmo usa immagini di eredità, culto, consiglio, destra, Sceol e sentiero della vita per descrivere rifugio e fedeltà di alleanza. Nella ricezione canonica cristiana, Atti 2:25–32 e Atti 13:35–37 applicano Salmo 16:10 alla risurrezione di Gesù; questa successiva lettura cristologica va dichiarata chiaramente senza fingere che ogni dettaglio del salmo abbia un solo orizzonte storico.

Temi e applicazione

  • Rifugio e preservazione in Dio
  • Fedeltà esclusiva senza coercizione
  • Gioia nella comunità fedele
  • Il SIGNORE come parte ed eredità
  • Consiglio, presenza praticata e stabilità
  • Gioia dell’intera persona e speranza del corpo
  • Speranza oltre lo Sceol e ricezione cristiana della risurrezione
  • Sentiero della vita e gioia nella presenza di Dio

Lascia che questo versetto approfondisca rifugio e fedeltà a Dio senza trasformare la fiducia poetica in garanzia di comodità, superiorità o immunità dalla sofferenza.

Versetti chiave

Salmo 16:1

La supplica «Preservami» fa del rifugio in Dio il punto di partenza: la fiducia nasce dalla dipendenza, non dall’autoprotezione.

Applicazione: Lascia che questo versetto approfondisca rifugio e fedeltà a Dio senza trasformare la fiducia poetica in garanzia di comodità, superiorità o immunità dalla sofferenza.

Spesso frainteso: Rifugiarsi in Dio non vieta misure prudenti di sicurezza, cure mediche, protezione legale o l’uscita da una situazione pericolosa.

Salmo 16:2

Confessare il SIGNORE come Signore e fonte del bene esprime dipendenza esclusiva da Dio; le tradizioni di traduzione rendono diversamente la clausola finale, quindi non va sovraccaricata una sola formulazione.

Applicazione: Lascia che questo versetto approfondisca rifugio e fedeltà a Dio senza trasformare la fiducia poetica in garanzia di comodità, superiorità o immunità dalla sofferenza.

Spesso frainteso: Salmo 16:2 presenta sfumature testuali e di traduzione; non costruire una dottrina su una sola resa della clausola relativa al «bene» e non trasformare la devozione a Dio in disprezzo dei beni e delle relazioni umane ordinarie.

Salmo 16:3

La gioia nei «santi» o «eccellenti» della terra onora i fedeli senza creare una casta spirituale né invitare a render loro culto.

Applicazione: Lascia che questo versetto approfondisca rifugio e fedeltà a Dio senza trasformare la fiducia poetica in garanzia di comodità, superiorità o immunità dalla sofferenza.

Spesso frainteso: I «santi» o «eccellenti» non sono una élite autorizzata a dominare, essere adorata, sottrarsi alla critica o evitare la responsabilità.

Salmo 16:4

I dolori che si moltiplicano dietro altri dèi portano il parlante a rifiutarne libazioni e nomi nel culto; il versetto riguarda fedeltà di alleanza, non il permesso di perseguitare o costringere persone di altre religioni.

Applicazione: Lascia che questo versetto approfondisca rifugio e fedeltà a Dio senza trasformare la fiducia poetica in garanzia di comodità, superiorità o immunità dalla sofferenza.

Spesso frainteso: Rifiutare il culto rivale non autorizza molestie, conversione forzata, discriminazione, vandalismo o violenza contro persone di altra religione o senza religione.

Salmo 16:5

Chiamare il SIGNORE propria parte e proprio calice usa il linguaggio dell’eredità per dire che Dio stesso è il bene e la sicurezza che definiscono la vita del salmista.

Applicazione: Lascia che questo versetto approfondisca rifugio e fedeltà a Dio senza trasformare la fiducia poetica in garanzia di comodità, superiorità o immunità dalla sofferenza.

Spesso frainteso: Il linguaggio dell’eredità non significa che ai credenti siano promessi ricchezza, proprietà, controllo politico o una vita senza insicurezza materiale.

Salmo 16:6

Le corde cadute in luoghi piacevoli raffigurano un’eredità accolta con gratitudine; non devono essere trasformate in un titolo territoriale moderno o in una rivendicazione politica di terre.

Applicazione: Lascia che questo versetto approfondisca rifugio e fedeltà a Dio senza trasformare la fiducia poetica in garanzia di comodità, superiorità o immunità dalla sofferenza.

Spesso frainteso: Le corde in luoghi piacevoli sono immagine poetica di eredità; non devono essere usate come atto di proprietà divino diretto in una disputa territoriale moderna.

Salmo 16:7

Benedire il SIGNORE per il suo consiglio, compresa l’istruzione interiore durante la notte, descrive formazione morale e spirituale; non garantisce rivelazioni private, sogni o impulsi infallibili.

Applicazione: Lascia che questo versetto approfondisca rifugio e fedeltà a Dio senza trasformare la fiducia poetica in garanzia di comodità, superiorità o immunità dalla sofferenza.

Spesso frainteso: L’istruzione interiore notturna non garantisce che ogni sogno, sentimento, voce interiore o impulso venga da Dio; il discernimento resta necessario.

Salmo 16:8

Porre sempre il SIGNORE davanti a sé e averlo alla destra esprime fiducia praticata e stabilità, non la promessa che i fedeli non soffrano, non falliscano o non vengano mai spostati.

Applicazione: Lascia che questo versetto approfondisca rifugio e fedeltà a Dio senza trasformare la fiducia poetica in garanzia di comodità, superiorità o immunità dalla sofferenza.

Spesso frainteso: «Non sarò smosso» descrive stabilità centrata su Dio, non invulnerabilità fisica, successo garantito o esenzione da trauma e perdita.

Salmo 16:9

Cuore, gloria e carne che gioiscono insieme descrivono speranza dell’intera persona; riposare nella speranza non richiede di negare lutto, paura, malattia o mortalità.

Applicazione: Lascia che questo versetto approfondisca rifugio e fedeltà a Dio senza trasformare la fiducia poetica in garanzia di comodità, superiorità o immunità dalla sofferenza.

Spesso frainteso: La gioia dell’intera persona e la speranza del corpo non devono essere usate per colpevolizzare lutto, depressione, paura, malattia o lamentazione sincera.

Salmo 16:10

La fiducia che Dio non abbandonerà il parlante allo Sceol né permetterà che il suo «santo» veda la corruzione apre una speranza oltre la morte; Sceol non va semplicemente equiparato a ogni successiva dottrina dell’inferno, e Atti 2 e 13 danno al versetto 10 una specifica lettura cristologica di risurrezione.

Applicazione: Lascia che questo versetto approfondisca rifugio e fedeltà a Dio senza trasformare la fiducia poetica in garanzia di comodità, superiorità o immunità dalla sofferenza.

Spesso frainteso: Sceol è un antico termine ebraico il cui campo semantico non deve essere ridotto a una successiva dottrina sistematica dell’inferno; l’uso cristiano di 16:10 in Atti 2 e 13 va riconosciuto senza cancellare la voce letteraria originaria del salmo.

Salmo 16:11

Dio fa conoscere il sentiero della vita, la pienezza della gioia nella sua presenza e delizie durature alla sua destra; si tratta di comunione con Dio, non di una formula di prosperità o di emozione piacevole costante.

Applicazione: Lascia che questo versetto approfondisca rifugio e fedeltà a Dio senza trasformare la fiducia poetica in garanzia di comodità, superiorità o immunità dalla sofferenza.

Spesso frainteso: La «pienezza di gioia» e le «delizie in eterno» descrivono vita nella presenza di Dio, non ricchezza garantita, indulgenza sensuale, felicità ininterrotta o assenza di sofferenza presente.

Fraintendimenti comuni del Salmo 16

Fraintendimento: Rifugiarsi in Dio non vieta misure prudenti di sicurezza, cure mediche, protezione legale o l’uscita da una situazione pericolosa.

Nel contesto: Rifugio e preservazione in Dio

Fraintendimento: Rifiutare il culto rivale non autorizza molestie, conversione forzata, discriminazione, vandalismo o violenza contro persone di altra religione o senza religione.

Nel contesto: Il SIGNORE come parte ed eredità

Fraintendimento: Sceol è un antico termine ebraico il cui campo semantico non deve essere ridotto a una successiva dottrina sistematica dell’inferno; l’uso cristiano di 16:10 in Atti 2 e 13 va riconosciuto senza cancellare la voce letteraria originaria del salmo.

Nel contesto: Sentiero della vita e gioia nella presenza di Dio

Riferimenti incrociati

  • Salmo 15:1Rifugio e preservazione in Dio
  • Salmo 11:7Gioia dell’intera persona e speranza del corpo
  • Salmo 13:5Sentiero della vita e gioia nella presenza di Dio

Domande frequenti sul Salmo 16

Che cosa significa «Miktam» nel titolo del Salmo 16?
Il significato preciso è incerto. È preferibile conservarlo come termine tradizionale della soprascritta senza imporgli una definizione che il testo stesso non stabilisce.
Salmo 16:10 parla di Davide o di Gesù?
Nel salmo il versetto appartiene alla fiducia del parlante che Dio non lo abbandonerà allo Sceol o alla corruzione. Nel Nuovo Testamento, Pietro e Paolo lo usano esplicitamente in Atti 2 e 13 come testimonianza della risurrezione di Gesù, conferendogli uno specifico compimento canonico cristiano.
«Non sarò smosso» significa che il credente sarà sempre al sicuro e avrà successo?
No. La frase esprime stabilità fondata sulla presenza di Dio, non immunità dalla sofferenza, dallo spostamento, dalla malattia, dal fallimento o dalla morte.

Fonti e note editoriali

Traduzione
Commento ancorato al testo di pubblico dominio del Salmo 16 usato dal sito.
Autore
La soprascritta chiama il Salmo 16 «Miktam di Davide». Il significato preciso di «Miktam» è incerto e non va presentato come termine tecnico definito con sicurezza. Il salmo usa immagini di eredità, culto, consiglio, destra, Sceol e sentiero della vita per descrivere rifugio e fedeltà di alleanza. Nella ricezione canonica cristiana, Atti 2:25–32 e Atti 13:35–37 applicano Salmo 16:10 alla risurrezione di Gesù; questa successiva lettura cristologica va dichiarata chiaramente senza fingere che ogni dettaglio del salmo abbia un solo orizzonte storico.
Processo editoriale
Preparato a partire da tutti gli undici versetti e verificato per movimento letterario, sfumature testuali, ricezione canonica cristiana, salvaguardie pastorali, specificità e coerenza con i commenti ai singoli versetti.

Riferimenti

  • Commento ancorato al testo di pubblico dominio del Salmo 16 usato dal sito.Testo biblico
  • Corpus editoriale verse-v2 del Salmo 16.Rifugio e preservazione in Dio
  • Salvaguardie editoriali di The Lord Will per il Salmo 16.Speranza oltre lo Sceol e ricezione cristiana della risurrezione

Autore: The Lord Will Editorial Team · Revisione di: Ugo Candido · Aggiornato: 2026-08-09