The Lord Will

Salmo 31

Antico Testamento · Riveduta

Il Salmo 31 alterna rifugio e angoscia: l’orante si affida al SIGNORE, descrive dolore, rifiuto, calunnia e pericolo, e continua a chiedere liberazione. Il poema non minimizza la sofferenza corporea o la paura sociale, ma ritorna alla fiducia, all’amore fedele di Dio e alla confessione che i propri tempi sono nella sua mano. Il finale allarga la testimonianza personale alla lode, all’amore per il SIGNORE e al coraggio di tutti quelli che sperano in lui. Il linguaggio su nemici, Sheol, riparo nascosto e retribuzione appartiene alla preghiera e alla giustizia divina, non alla vendetta privata o al rifiuto dell’aiuto concreto.

1

O Eterno, io mi son confidato in te, fa’ ch’io non sia giammai confuso; iberami per la tua giustizia.

2

Inclina a me il tuo orecchio; affrettati a liberarmi; siimi una forte ròcca, una fortezza ove tu mi salvi.

3

Poiché tu sei la mia ròcca e la mia fortezza; per amor del tuo nome guidami e conducimi.

4

Trammi dalla rete che m’han tesa di nascosto; poiché tu sei il mio baluardo.

5

Io rimetto il mio spirito nelle tue mani; tu m’hai riscattato, o Eterno, Dio di verità.

6

Io odio quelli che attendono alle vanità menzognere; e quanto a me confido nell’Eterno.

7

Io festeggerò e mi rallegrerò per la tua benignità; poiché tu hai veduta la mia afflizione, hai preso conoscenza delle distrette dell’anima mia,

8

e non m’hai dato in man del nemico; tu m’hai messo i piedi al largo.

9

Abbi pietà di me, o Eterno, perché sono in distretta; l’occhio mio, l’anima mia, le mie viscere son rosi dal cordoglio.

10

Poiché la mia vita vien meno dal dolore e i miei anni per il sospirare; la forza m’è venuta a mancare per la mia afflizione, e le mie ossa si consumano.

11

A cagione di tutti i miei nemici son diventato un obbrobrio, un grande obbrobrio ai miei vicini, e uno spavento ai miei conoscenti. Quelli che mi veggono fuori fuggon lungi da me.

12

Io son del tutto dimenticato come un morto; son simile a un vaso rotto.

13

Perché odo il diffamare di molti, spavento m’è d’ogn’intorno, mentr’essi si consigliano a mio danno, e macchinano di tormi la vita.

14

Ma io mi confido in te, o Eterno; io ho detto: Tu sei l’Iddio mio.

15

I miei giorni sono in tua mano; liberami dalla mano de’ miei nemici e dai miei persecutori.

16

Fa’ risplendere il tuo volto sul tuo servitore; salvami per la tua benignità.

17

O Eterno, fa’ ch’io non sia confuso, perché io t’invoco; siano confusi gli empi, sian ridotti al silenzio nel soggiorno de’ morti.

18

Ammutoliscano le labbra bugiarde che parlano arrogantemente contro al giusto con alterigia e con disprezzo.

19

Quant’è grande la bontà che tu riserbi a quelli che ti temono, e di cui dài prova in presenza de’ igliuoli degli uomini, verso quelli che si confidano in te!

20

Tu li nascondi all’ombra della tua presenza, lungi dalle macchinazioni degli uomini; tu li occulti in una tenda, lungi dagli attacchi delle lingue.

21

Sia benedetto l’Eterno! poich’egli ha reso mirabile la sua benignità per me, ponendomi come in una città fortificata.

22

Quanto a me, nel mio smarrimento, dicevo: Io son reietto dalla tua presenza; ma tu hai udita la voce delle mie supplicazioni, quand’ho gridato a te.

23

Amate l’Eterno, voi tutti i suoi santi! L’Eterno preserva i fedeli, e rende ampia retribuzione a chi procede alteramente.

24

Siate saldi, e il vostro cuore si fortifichi, o voi tutti che sperate nell’Eterno!

Contesto

La soprascritta identifica il Salmo 31 come salmo di Davide senza indicare una crisi storica precisa. I versetti 1–8 cercano rifugio e liberazione; 9–13 descrivono dolore, debolezza, rifiuto sociale, calunnia e minaccia di morte; 14–18 rinnovano fiducia e supplica; 19–22 lodano la bontà di Dio e la preghiera ascoltata; 23–24 chiamano i fedeli all’amore, alla perseveranza e al coraggio. Luca 23:46 riprende poi il linguaggio del versetto 5 sulle labbra di Gesù, una ricezione cristiana importante che non cancella la voce originaria del salmo.

Temi e applicazione

  • Rifugio e vita affidata
  • Dolore, rifiuto e minaccia
  • Fiducia rinnovata nel pericolo
  • Bontà, preghiera ascoltata e coraggio

Il Salmo 31 alterna rifugio e angoscia: l’orante si affida al SIGNORE, descrive dolore, rifiuto, calunnia e pericolo, e continua a chiedere liberazione. Il poema non minimizza la sofferenza corporea o la paura sociale, ma ritorna alla fiducia, all’amore fedele di Dio e alla confessione che i propri tempi sono nella sua mano. Il finale allarga la testimonianza personale alla lode, all’amore per il SIGNORE e al coraggio di tutti quelli che sperano in lui. Il linguaggio su nemici, Sheol, riparo nascosto e retribuzione appartiene alla preghiera e alla giustizia divina, non alla vendetta privata o al rifiuto dell’aiuto concreto.

Versetti chiave

Salmo 31:5

«Nelle tue mani affido il mio spirito» esprime l’affidamento della vita al Redentore fedele; Luca 23:46 darà poi alla frase una forte ricezione cristiana nella preghiera finale di Gesù.

Applicazione: «Nelle tue mani affido il mio spirito» esprime l’affidamento della vita al Redentore fedele; Luca 23:46 darà poi alla frase una forte ricezione cristiana nella preghiera finale di Gesù.

Spesso frainteso: Affidare lo spirito a Dio non deve mai incoraggiare autolesionismo, suicidio o rifiuto di cure d’emergenza.

Salmo 31:9

La preghiera chiede misericordia in un’angoscia che tocca occhi, anima e corpo; il linguaggio spirituale non esclude cure mediche o psicologiche.

Applicazione: La preghiera chiede misericordia in un’angoscia che tocca occhi, anima e corpo; il linguaggio spirituale non esclude cure mediche o psicologiche.

Spesso frainteso: L’angoscia corporea non va spiritualizzata ritardando cure mediche o psicologiche.

Salmo 31:14

Davanti alla minaccia dice: «Confido in te, SIGNORE; tu sei il mio Dio»; la fiducia si rinnova dentro il pericolo senza negarlo.

Applicazione: Davanti alla minaccia dice: «Confido in te, SIGNORE; tu sei il mio Dio»; la fiducia si rinnova dentro il pericolo senza negarlo.

Spesso frainteso: La fiducia non deve negare il pericolo o impedire protezione pratica.

Salmo 31:15

«I miei tempi sono nella tua mano» pone il corso della vita sotto la cura di Dio continuando a chiedere liberazione; non è fatalismo né ragione per trascurare sicurezza e pianificazione.

Applicazione: «I miei tempi sono nella tua mano» pone il corso della vita sotto la cura di Dio continuando a chiedere liberazione; non è fatalismo né ragione per trascurare sicurezza e pianificazione.

Spesso frainteso: «I miei tempi» non giustifica fatalismo, negligenza medica o imprudenza.

Salmo 31:19

La grande bontà di Dio è custodita per quelli che lo temono e si rifugiano in lui; il «timore» è riverenza e fedeltà, non un comando a coltivare ansia.

Applicazione: La grande bontà di Dio è custodita per quelli che lo temono e si rifugiano in lui; il «timore» è riverenza e fedeltà, non un comando a coltivare ansia.

Spesso frainteso: Il timore del SIGNORE è riverenza, non intensificazione dell’ansia.

Salmo 31:22

Nell’allarme l’orante pensava di essere escluso dallo sguardo di Dio, ma la sua supplica fu ascoltata; il verso corregge una percezione disperata senza svergognare chi continua a soffrire.

Applicazione: Nell’allarme l’orante pensava di essere escluso dallo sguardo di Dio, ma la sua supplica fu ascoltata; il verso corregge una percezione disperata senza svergognare chi continua a soffrire.

Spesso frainteso: La correzione della disperazione non svergogna depressione, trauma o lutto persistenti.

Salmo 31:24

Il salmo termina chiamando tutti quelli che sperano nel SIGNORE a essere forti e prendere coraggio; il coraggio può includere chiedere aiuto, cure e protezione.

Applicazione: Il salmo termina chiamando tutti quelli che sperano nel SIGNORE a essere forti e prendere coraggio; il coraggio può includere chiedere aiuto, cure e protezione.

Spesso frainteso: Il coraggio biblico è compatibile con terapia, medicina, protezione legale e richiesta di aiuto.

Fraintendimenti comuni del Salmo 31

Fraintendimento: Il rifugio non garantisce assenza di perdita o sofferenza.

Nel contesto: Mi rifugio nel SIGNORE e chiedo di non essere svergognato; la liberazione è cercata nella giustizia di Dio, non rivendicata come immunità da ogni perdita.

Fraintendimento: L’urgenza della preghiera non stabilisce tempi garantiti.

Nel contesto: L’orante chiede a Dio di tendere l’orecchio, liberarlo presto ed essere roccia forte e casa fortificata; l’urgenza della preghiera non stabilisce una scadenza garantita.

Fraintendimento: La guida divina non sostituisce prove, consiglio o prudenza.

Nel contesto: Poiché il SIGNORE è roccia e fortezza, chiede guida per amore del nome di Dio; la guida divina non elimina il giudizio responsabile.

Fraintendimento: La rete nascosta non deve alimentare paranoia o accuse senza prove.

Nel contesto: Chiede di essere tratto dalla rete nascosta perché Dio è la sua forza; l’immagine nomina un pericolo reale senza alimentare paranoia su complotti invisibili ovunque.

Fraintendimento: Affidare lo spirito a Dio non deve mai incoraggiare autolesionismo, suicidio o rifiuto di cure d’emergenza.

Nel contesto: «Nelle tue mani affido il mio spirito» esprime l’affidamento della vita al Redentore fedele; Luca 23:46 darà poi alla frase una forte ricezione cristiana nella preghiera finale di Gesù.

Fraintendimento: Rifiutare gli idoli non autorizza coercizione o molestie religiose.

Nel contesto: L’orante rifiuta vanità vuote e sceglie di confidare nel SIGNORE; il contrasto non autorizza molestie o coercizione verso altre tradizioni.

Fraintendimento: L’afflizione può essere comunicata a persone e autorità affidabili quando opportuno.

Nel contesto: La gioia riposa sull’amore fedele del SIGNORE perché Dio ha visto l’afflizione e conosciuto l’angoscia; essere conosciuti da Dio non richiede di nascondere la sofferenza agli aiuti umani.

Fraintendimento: Il luogo spazioso non promette sicurezza fisica o finanziaria permanente.

Nel contesto: Dio non ha consegnato l’orante al nemico ma ha posto i suoi piedi in luogo spazioso; l’immagine celebra libertà per vivere e agire, non sicurezza permanente.

Fraintendimento: L’angoscia corporea non va spiritualizzata ritardando cure mediche o psicologiche.

Nel contesto: La preghiera chiede misericordia in un’angoscia che tocca occhi, anima e corpo; il linguaggio spirituale non esclude cure mediche o psicologiche.

Fraintendimento: Non attribuire malattia, disabilità o depressione altrui al peccato personale.

Nel contesto: La vita si consuma nel dolore e nei sospiri, la forza viene meno e si menziona l’iniquità; il verso non permette di attribuire ogni malattia o stanchezza al peccato personale.

Fraintendimento: Il rifiuto sociale non obbliga all’isolamento; cerca comunità sicura.

Nel contesto: Nemici, vicini e conoscenti rispondono con biasimo, paura e fuga; il verso dà parole all’isolamento senza comandare di abbandonare relazioni sicure.

Fraintendimento: Sentirsi rotti non prova che una persona sia senza valore o speranza.

Nel contesto: L’orante si sente dimenticato come un morto e come vaso rotto; la metafora valida un profondo senso di abbandono senza definire il vero valore della persona.

Fraintendimento: Calunnia e minaccia non giustificano vendetta, armi o vigilantismo.

Nel contesto: Calunnia e paura circondano l’orante mentre altri complottano contro la sua vita; la risposta del salmo è preghiera e fiducia, non rappresaglia o vigilantismo.

Fraintendimento: La fiducia non deve negare il pericolo o impedire protezione pratica.

Nel contesto: Davanti alla minaccia dice: «Confido in te, SIGNORE; tu sei il mio Dio»; la fiducia si rinnova dentro il pericolo senza negarlo.

Fraintendimento: «I miei tempi» non giustifica fatalismo, negligenza medica o imprudenza.

Nel contesto: «I miei tempi sono nella tua mano» pone il corso della vita sotto la cura di Dio continuando a chiedere liberazione; non è fatalismo né ragione per trascurare sicurezza e pianificazione.

Fraintendimento: Il volto che risplende è immagine relazionale, non presagio visibile.

Nel contesto: Chiedere che il volto di Dio risplenda e salvi per amore fedele domanda favore grazioso, non un segno visibile o una tecnica per ottenere approvazione.

Fraintendimento: La giustizia è affidata a Dio; non è autorizzata violenza contro avversari.

Nel contesto: L’orante chiede di non essere svergognato e che i malvagi siano ridotti al silenzio nello Sheol; affida il giudizio a Dio e non autorizza a danneggiare gli avversari.

Fraintendimento: Far tacere la menzogna non autorizza a sopprimere denunce, giornalismo o critica veritiera.

Nel contesto: Chiede che tacciano labbra bugiarde e superbe; il verso si oppone alla parola distruttiva senza autorizzare censura di denunce vere o critiche legittime.

Fraintendimento: Il timore del SIGNORE è riverenza, non intensificazione dell’ansia.

Nel contesto: La grande bontà di Dio è custodita per quelli che lo temono e si rifugiano in lui; il «timore» è riverenza e fedeltà, non un comando a coltivare ansia.

Fraintendimento: Il rifugio divino non richiede di nascondere reati o restare in pericolo.

Nel contesto: Dio nasconde i fedeli nel riparo della sua presenza da intrighi e lingue contenziose; rifugio spirituale, protezione legale e denuncia veritiera possono coesistere.

Fraintendimento: La protezione testimoniata non garantisce di sfuggire sempre a guerra o disastro.

Nel contesto: Il SIGNORE è benedetto per aver mostrato amore meraviglioso in una città forte; è testimonianza di protezione, non garanzia di sfuggire sempre a guerra o sfollamento.

Fraintendimento: La correzione della disperazione non svergogna depressione, trauma o lutto persistenti.

Nel contesto: Nell’allarme l’orante pensava di essere escluso dallo sguardo di Dio, ma la sua supplica fu ascoltata; il verso corregge una percezione disperata senza svergognare chi continua a soffrire.

Fraintendimento: La retribuzione di Dio non autorizza persecuzione o rappresaglia personale.

Nel contesto: I fedeli sono chiamati ad amare il SIGNORE, che preserva la fedeltà e ripaga l’orgoglio; la retribuzione divina non autorizza vendetta personale.

Fraintendimento: Il coraggio biblico è compatibile con terapia, medicina, protezione legale e richiesta di aiuto.

Nel contesto: Il salmo termina chiamando tutti quelli che sperano nel SIGNORE a essere forti e prendere coraggio; il coraggio può includere chiedere aiuto, cure e protezione.

Riferimenti incrociati

Domande frequenti sul Salmo 31

Rifugio e vita affidata?
I versetti 1–8 cercano rifugio, guida e liberazione, affidano lo spirito a Dio, rifiutano le vanità e celebrano un luogo spazioso.
Dolore, rifiuto e minaccia?
I versetti 9–13 nominano dolore corporeo, forza che viene meno, vergogna sociale, abbandono, calunnia, paura e complotti contro la vita.
Fiducia rinnovata nel pericolo?
I versetti 14–18 rispondono al pericolo con «Tu sei il mio Dio», pongono i tempi nella mano di Dio e chiedono favore salvifico e giustizia contro la menzogna.

Fonti e note editoriali

Traduzione
Commento ancorato al testo di pubblico dominio del Salmo 31 usato dal sito.
Autore
La soprascritta identifica il Salmo 31 come salmo di Davide senza indicare una crisi storica precisa. I versetti 1–8 cercano rifugio e liberazione; 9–13 descrivono dolore, debolezza, rifiuto sociale, calunnia e minaccia di morte; 14–18 rinnovano fiducia e supplica; 19–22 lodano la bontà di Dio e la preghiera ascoltata; 23–24 chiamano i fedeli all’amore, alla perseveranza e al coraggio. Luca 23:46 riprende poi il linguaggio del versetto 5 sulle labbra di Gesù, una ricezione cristiana importante che non cancella la voce originaria del salmo.
Processo editoriale
Il Salmo 31 alterna rifugio e angoscia: l’orante si affida al SIGNORE, descrive dolore, rifiuto, calunnia e pericolo, e continua a chiedere liberazione. Il poema non minimizza la sofferenza corporea o la paura sociale, ma ritorna alla fiducia, all’amore fedele di Dio e alla confessione che i propri tempi sono nella sua mano. Il finale allarga la testimonianza personale alla lode, all’amore per il SIGNORE e al coraggio di tutti quelli che sperano in lui. Il linguaggio su nemici, Sheol, riparo nascosto e retribuzione appartiene alla preghiera e alla giustizia divina, non alla vendetta privata o al rifiuto dell’aiuto concreto.

Riferimenti

  • Commento ancorato al testo di pubblico dominio del Salmo 31 usato dal sito.Testo biblico
  • La soprascritta identifica il Salmo 31 come salmo di Davide senza indicare una crisi storica precisa. I versetti 1–8 cercano rifugio e liberazione; 9–13 descrivono dolore, debolezza, rifiuto sociale, calunnia e minaccia di morte; 14–18 rinnovano fiducia e supplica; 19–22 lodano la bontà di Dio e la preghiera ascoltata; 23–24 chiamano i fedeli all’amore, alla perseveranza e al coraggio. Luca 23:46 riprende poi il linguaggio del versetto 5 sulle labbra di Gesù, una ricezione cristiana importante che non cancella la voce originaria del salmo.Rifugio e vita affidata
  • Salmo 22:1; Salmo 27:1; Salmo 30:5Bontà, preghiera ascoltata e coraggio

Autore: The Lord Will Editorial Team · Revisione di: Ugo Candido · Aggiornato: 2026-08-11