Salmo 25
Antico Testamento · Riveduta
Il Salmo 25 è una preghiera alfabetica che unisce fiducia, insegnamento, confessione e lamento. L’orante chiede al SIGNORE di insegnargli le sue vie, ricordare la misericordia invece dei peccati di gioventù, perdonare una grande iniquità, rendere nota l’intimità dell’alleanza e liberare da solitudine, angoscia e nemici. La richiesta finale si allarga dall’individuo a Israele. Il salmo non trasforma la guida in rivelazione privata infallibile, il benessere in garanzia di ricchezza, la terra in titolo territoriale moderno o il linguaggio dei nemici in permesso di vendetta.
A te, o Eterno, io levo l’anima mia.
Dio mio, in te mi confido; fa’ ch’io non sia confuso, che i miei nemici non trionfino di me.
Nessuno di quelli che sperano in te sia confuso; sian confusi quelli che si conducono slealmente senza cagione.
O Eterno, fammi conoscere le tue vie, insegnami i tuoi sentieri.
Guidami nella tua verità ed ammaestrami; poiché tu sei l’Iddio della mia salvezza: io spero in te del continuo.
Ricordati, o Eterno, delle tue compassioni e delle tue benignità, perché sono ab eterno.
Non ti ricordar de’ peccati della mia giovinezza, né delle mie trasgressioni; secondo la tua benignità icordati di me per amor della tua bontà, o Eterno.
L’Eterno è buono e diritto; perciò insegnerà la via ai peccatori.
Guiderà i mansueti nella giustizia, insegnerà ai mansueti la sua via.
Tutti i sentieri dell’Eterno sono benignità e verità per quelli che osservano il suo patto e le sue testimonianze.
Per amor del tuo nome, o Eterno, perdona la mia iniquità, perch’ella è grande.
Chi è l’uomo che tema l’Eterno? Ei gl’insegnerà la via che deve scegliere.
L’anima sua dimorerà nel benessere, e la sua progenie erederà la terra.
Il segreto dell’Eterno è per quelli che lo temono, ed egli fa loro conoscere il suo patto.
I miei occhi son del continuo verso l’Eterno, perch’egli è quel che trarrà i miei piedi dalla rete.
Volgiti a me, ed abbi pietà di me, perch’io son solo ed afflitto.
Le angosce del mio cuore si sono aumentate; traimi fuori dalle mie distrette.
Vedi la mia afflizione ed il mio affanno, e perdonami tutti i miei peccati.
Vedi i miei nemici, perché son molti, e m’odiano d’un odio violento.
Guarda l’anima mia e salvami; fa’ ch’io non sia confuso, perché mi confido in te.
L’integrità e la dirittura mi proteggano, perché spero in te.
O Dio, libera Israele da tutte le sue tribolazioni.
Contesto
La soprascritta presenta il Salmo 25 come «Di Davide». La forma ebraica è ampiamente alfabetica, anche se l’acrostico non è perfettamente regolare. Non viene indicata una crisi storica precisa. Il poema alterna petizione, riflessione sul carattere del SIGNORE, confessione e nuovo appello, culminando al versetto 22 con una preghiera per Israele.
Temi e applicazione
- Fiducia senza vergogna
- Imparare le vie del SIGNORE
- Verità e attesa
- Misericordia antica e amore fedele
- Perdono dei peccati
- Umiltà e istruzione
- Amore e fedeltà dell’alleanza
- Timore del SIGNORE
- Consiglio dell’alleanza
- Liberazione dalla rete
- Solitudine e angoscia
- Integrità e rettitudine
- Redenzione d’Israele
Il Salmo 25 è una preghiera alfabetica che unisce fiducia, insegnamento, confessione e lamento. L’orante chiede al SIGNORE di insegnargli le sue vie, ricordare la misericordia invece dei peccati di gioventù, perdonare una grande iniquità, rendere nota l’intimità dell’alleanza e liberare da solitudine, angoscia e nemici. La richiesta finale si allarga dall’individuo a Israele. Il salmo non trasforma la guida in rivelazione privata infallibile, il benessere in garanzia di ricchezza, la terra in titolo territoriale moderno o il linguaggio dei nemici in permesso di vendetta.
Versetti chiave
La preghiera inizia elevando tutta la persona al SIGNORE, gesto di dipendenza orientata invece che di autosufficienza.
Applicazione: La preghiera inizia elevando tutta la persona al SIGNORE, gesto di dipendenza orientata invece che di autosufficienza.
Spesso frainteso: Elevare l’anima è linguaggio devozionale, non disprezzo del corpo né dissociazione.
L’orante chiede al SIGNORE di fargli conoscere le sue vie e insegnargli i suoi sentieri, presentando la guida come discepolato appreso.
Applicazione: L’orante chiede al SIGNORE di fargli conoscere le sue vie e insegnargli i suoi sentieri, presentando la guida come discepolato appreso.
Spesso frainteso: La guida non trasforma ogni impulso, sogno o voce interiore in rivelazione infallibile.
Per amore del suo nome l’orante chiede perdono proprio perché la sua iniquità è grande; confessione e grazia si incontrano senza minimizzare il male.
Applicazione: Per amore del suo nome l’orante chiede perdono proprio perché la sua iniquità è grande; confessione e grazia si incontrano senza minimizzare il male.
Spesso frainteso: Chiamare «grande» l’iniquità non elimina il perdono e non giustifica disperazione, odio di sé o autopunizione.
L’intimità o consiglio del SIGNORE è con quelli che lo temono, ed egli fa conoscere loro la sua alleanza.
Applicazione: L’intimità o consiglio del SIGNORE è con quelli che lo temono, ed egli fa conoscere loro la sua alleanza.
Spesso frainteso: Il «segreto/consiglio» del SIGNORE è intimità dell’alleanza, non elitismo esoterico, occultismo o rivelazione privata infallibile.
La petizione finale allarga l’orizzonte: «Redimi Israele» integra il lamento individuale nella cura per le molte angustie del popolo dell’alleanza.
Applicazione: La petizione finale allarga l’orizzonte: «Redimi Israele» integra il lamento individuale nella cura per le molte angustie del popolo dell’alleanza.
Spesso frainteso: La preghiera per Israele è una petizione biblica d’alleanza, non un’autorizzazione illimitata per governi, politiche militari o rivendicazioni territoriali moderne.
Fraintendimenti comuni del Salmo 25
Fraintendimento: Il ricordo del peccato deve condurre a misericordia e pentimento, non a vergogna tossica o ruminazione ossessiva.
Nel contesto: I peccati e le trasgressioni della gioventù vengono posti sotto la misericordia: l’orante chiede di essere ricordato secondo l’amore fedele e la bontà di Dio.
Fraintendimento: Chiamare «grande» l’iniquità non elimina il perdono e non giustifica disperazione, odio di sé o autopunizione.
Nel contesto: Per amore del suo nome l’orante chiede perdono proprio perché la sua iniquità è grande; confessione e grazia si incontrano senza minimizzare il male.
Fraintendimento: Benessere ed eredità della terra non promettono ricchezza a ogni credente e non creano un titolo territoriale moderno.
Nel contesto: Il fedele è descritto mentre dimora nel bene e la sua discendenza eredita la terra; è immagine di benedizione dell’alleanza, non formula universale di ricchezza.
Fraintendimento: Il «segreto/consiglio» del SIGNORE è intimità dell’alleanza, non elitismo esoterico, occultismo o rivelazione privata infallibile.
Nel contesto: L’intimità o consiglio del SIGNORE è con quelli che lo temono, ed egli fa conoscere loro la sua alleanza.
Fraintendimento: Accostare afflizione e perdono non dimostra che ogni malattia, trauma o difficoltà sia punizione per un peccato specifico.
Nel contesto: La preghiera chiede a Dio di vedere afflizione e dolore e perdonare i peccati, senza spiegare ogni sofferenza come punizione.
Fraintendimento: Il linguaggio dei nemici non va applicato a gruppi etnici, religiosi, politici o personali per giustificare odio o rappresaglia.
Nel contesto: L’orante chiede a Dio di vedere i numerosi nemici e il loro odio violento; la minaccia viene nominata senza un mandato di vendetta.
Fraintendimento: La preghiera per Israele è una petizione biblica d’alleanza, non un’autorizzazione illimitata per governi, politiche militari o rivendicazioni territoriali moderne.
Nel contesto: La petizione finale allarga l’orizzonte: «Redimi Israele» integra il lamento individuale nella cura per le molte angustie del popolo dell’alleanza.
Riferimenti incrociati
- Salmo 23:3 — Fiducia, guida, misericordia e confessione
- Salmo 24:4 — Il SIGNORE insegna agli umili e custodisce l’alleanza
- Salmo 16:11 — Volgiti a me e redimi
Domande frequenti sul Salmo 25
Il Salmo 25 è un acrostico?
Che cosa significa «insegnami le tue vie»?
Perché il versetto 11 chiama grande l’iniquità?
Che cos’è il «segreto» o «consiglio» del SIGNORE nel versetto 14?
Perché il versetto 22 menziona Israele?
Fonti e note editoriali
- Traduzione
- Commento ancorato al testo di pubblico dominio del Salmo 25 usato dal sito.
- Autore
- La soprascritta presenta il Salmo 25 come «Di Davide». La forma ebraica è ampiamente alfabetica, anche se l’acrostico non è perfettamente regolare. Non viene indicata una crisi storica precisa. Il poema alterna petizione, riflessione sul carattere del SIGNORE, confessione e nuovo appello, culminando al versetto 22 con una preghiera per Israele.
- Processo editoriale
- Il Salmo 25 è una preghiera alfabetica che unisce fiducia, insegnamento, confessione e lamento. L’orante chiede al SIGNORE di insegnargli le sue vie, ricordare la misericordia invece dei peccati di gioventù, perdonare una grande iniquità, rendere nota l’intimità dell’alleanza e liberare da solitudine, angoscia e nemici. La richiesta finale si allarga dall’individuo a Israele. Il salmo non trasforma la guida in rivelazione privata infallibile, il benessere in garanzia di ricchezza, la terra in titolo territoriale moderno o il linguaggio dei nemici in permesso di vendetta.
Riferimenti
- Commento ancorato al testo di pubblico dominio del Salmo 25 usato dal sito. — Testo biblico
- La soprascritta presenta il Salmo 25 come «Di Davide». La forma ebraica è ampiamente alfabetica, anche se l’acrostico non è perfettamente regolare. Non viene indicata una crisi storica precisa. Il poema alterna petizione, riflessione sul carattere del SIGNORE, confessione e nuovo appello, culminando al versetto 22 con una preghiera per Israele. — Fiducia, guida, misericordia e confessione
- Salmo 23; Salmo 24; Salmo 16 — Il SIGNORE insegna agli umili e custodisce l’alleanza
Autore: The Lord Will Editorial Team · Revisione di: Ugo Candido · Aggiornato: 2026-08-10