La forza arriva spesso insieme a un comando: alzati
Giovanni 5:6–8
“Gesù, vedendolo disteso e sapendo che si trovava in quella condizione da molto tempo, gli disse: «Vuoi guarire?» … «Àlzati, prendi il tuo lettuccio e cammina».”
Un uomo giaceva accanto alla piscina della guarigione da trentotto anni, e Gesù gli rivolse una domanda strana: «Vuoi guarire?». Dopo così tanto tempo, la risposta non era scontata: una debolezza familiare può silenziosamente diventare una sorta di casa. Nota che la forza di camminare non arrivò mentre l'uomo giaceva in attesa, ma giunse mentre obbediva al comando di alzarsi. La forza di Dio spesso non è un sentimento che Egli riversa in noi prima che ci muoviamo, ma una potenza che ci raggiunge nell'atto di alzarci. A volte il primo passo si compie con una forza che non sentiamo ancora di avere.
Spunto di preghiera: Chiedi a Dio con sincerità se vuoi davvero essere guarito, poi compi un piccolo passo di obbedienza e confida che la forza ti raggiunga nel movimento.
«Posso ogni cosa» riguarda la resistenza, non il successo
Filippesi 4:12–13
“Ho imparato il segreto di essere contento in ogni e qualsiasi situazione… Posso ogni cosa in colui che mi fortifica.”
Pochi versetti sono citati più spesso, o più fuori contesto, di «Posso ogni cosa in Cristo». Paolo lo scrisse non per vincere gare o raggiungere ambizioni, ma a proposito della contentezza: aveva «imparato il segreto» di essere in pace sia sazio che affamato, nell'abbondanza e nell'indigenza. La forza che Cristo dona non è anzitutto una potenza per realizzare tutto ciò che ci proponiamo; è la forza più profonda di restare saldi e integri attraverso qualsiasi circostanza. È una promessa più solida dello slogan: non che vincerai ogni situazione, ma che nessuna situazione potrà vincere te.
Spunto di preghiera: Porta a Dio la circostanza che desideri di più veder cambiare, e chiedigli anzitutto la forza di restare saldo dentro di essa, contentezza compresa.
Dio è alla ricerca attiva di cuori da fortificare
2 Cronache 16:9
“Poiché gli occhi del Signore percorrono tutta la terra per fortificare quelli che hanno il cuore interamente devoto a lui.”
Il re Asa, di fronte a una minaccia, si assicurò il futuro comprando un'alleanza straniera anziché appoggiarsi a Dio, e il rimprovero del profeta racchiudeva una promessa sorprendente: gli occhi di Dio «percorrono tutta la terra» cercando cuori che Egli possa fortificare. L'immagine non è quella di un Dio riluttante che dobbiamo persuadere, ma di Uno che scruta attivamente il mondo in cerca di chi è interamente devoto, pronto a prestare la Sua potenza. Spesso la nostra debolezza non sta nel fatto che Dio trattenga la forza, ma che continuiamo ad attingerla altrove: nei nostri piani, nelle nostre alleanze, nella nostra grinta. La forza è offerta al cuore che smette di cercare ovunque tranne che in Dio.
Spunto di preghiera: Riconosci da dove hai attinto la tua forza ultimamente, e rivolgi di nuovo il cuore interamente verso il Dio che cerca proprio questo.
«Sperare» nel Signore significa essere legati a Lui come una fune
Isaia 40:31
“Ma quelli che sperano nel Signore rinnovano le loro forze. Spiccano il volo come aquile; corrono e non si stancano.”
La parola tradotta «sperare» o «attendere» in questo celebre versetto è l'ebraico qavah, che porta in sé l'immagine di trefoli intrecciati insieme in una corda robusta. Sperare in Dio, dunque, non è un'attesa oziosa né uno stringere i denti finché non arriva il sollievo; è l'atto lento e deliberato di legare la propria vita alla Sua, finché la Sua forza si intreccia con la nostra. La forza rinnovata qui promessa non è una volontà autoprodotta, ma una resistenza presa in prestito: la forza di una fune fatta di molti fili. Ci stanchiamo cercando di essere un unico trefolo; siamo rinnovati intrecciandoci con Dio.
Spunto di preghiera: Invece di sforzarti per avere più volontà, trascorri del tempo senza fretta semplicemente legandoti a Dio, e lascia che la Sua forza si intrecci con la tua.