Combattiamo a partire dalla vittoria, non per ottenerla
Colossesi 2:15
“Avendo privato della loro forza i principati e le potenze, ne ha fatto pubblico spettacolo, trionfando su di loro per mezzo della croce.”
La battaglia decisiva del combattimento spirituale è già stata combattuta e vinta — sulla croce. Paolo dice che Cristo ha “privato della loro forza” i principati e ne ha fatto pubblico spettacolo, trionfando su di loro. Questo cambia tutto riguardo al nostro atteggiamento. Non entriamo nel conflitto spirituale sforzandoci di conseguire una vittoria ancora in dubbio; restiamo saldi su un trionfo già assicurato. Il nemico è un avversario sconfitto, non un pari. Questo ci preserva sia dallo sforzo timoroso sia dall'intensità frenetica, ancorando la nostra fiducia non alla forza dei nostri sforzi, ma all'opera compiuta di Cristo.
Spunto di preghiera: Quando ti senti chiuso in una lotta spirituale spaventosa, ricordati che Cristo ha già privato il nemico della sua forza sulla croce, e prega a partire da quella vittoria già acquisita, anziché sforzarti di conseguirne una.
Il comando è di stare saldi, non di caricare
Efesini 6:13
“Prendete dunque l'armatura di Dio, perché possiate resistere nel giorno cattivo e restare saldi dopo aver superato tutte le prove.”
La descrizione che Paolo fa dell'armatura spirituale colpisce per quanto è difensiva, e per una parola ripetuta: stare saldi. Lo scopo non è caricare nel territorio nemico o lanciare offensive spettacolari, ma tenere il terreno che Cristo ha già conquistato — rimanere in piedi quando il male preme contro di noi. Molti insegnamenti popolari trasformano il combattimento spirituale in una conquista aggressiva; Paolo lo presenta come una resistenza fedele e incrollabile. La vittoria assomiglia meno all'assalto di una fortezza e più a un credente ancora in piedi, rivestito di verità e giustizia, quando l'attacco è passato.
Spunto di preghiera: Anziché cercare battaglie spirituali spettacolari, concentrati semplicemente sullo stare saldo — rivestito di verità, giustizia e fede — tenendo il tuo terreno nella giornata ordinaria attraverso un'obbedienza e una preghiera costanti.
Persino un arcangelo non oserebbe vantarsi contro il nemico
Giuda 9
“Ma l'arcangelo Michele, quando contendeva con il diavolo… non osò accusarlo con parole offensive, ma disse: “Ti condanni il Signore!””
Michele è un arcangelo, eppure quando contendeva con il diavolo si rifiutò di inveire contro di lui in nome proprio. Si appellò invece a un'autorità più alta: “Ti condanni il Signore!”. Il contrasto con gran parte del linguaggio moderno sul combattimento è netto. Là dove alcuni credenti comandano, minacciano e si vantano rumorosamente contro il nemico nella propria forza, il più potente degli angeli dà esempio di umiltà, rimettendosi all'autorità di Dio anziché affermare la propria. La vera autorità spirituale si esercita sotto Dio, non nella spavalderia. Non siamo mai più forti di quando smettiamo di fare affidamento sulle nostre parole impetuose e ci appelliamo al Signore.
Spunto di preghiera: Sostituisci ogni linguaggio vanaglorioso o aggressivo contro il nemico con l'umile appello di Michele — “Ti condanni il Signore” — esercitando l'autorità sottomettendoti a Dio anziché affidandoti alla forza delle tue parole.
Non fare del potere spirituale la tua gioia
Luca 10:19–20
““…vi ho dato il potere… Non rallegratevi però perché i demòni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto perché i vostri nomi sono scritti nei cieli”.”
Quando i discepoli tornarono entusiasti che persino i demòni si sottomettevano a loro, Gesù non negò la loro autorità — ma riorientò la loro gioia. Il motivo più profondo di rallegrarsi non è il potere sul regno spirituale, ma l'appartenere a Dio: “i vostri nomi sono scritti nei cieli”. È una correzione delicata ma importante. Il combattimento spirituale può diventare una fascinazione, persino un'identità, in cui il brivido di affrontare le tenebre eclissa il quieto stupore di essere figli di Dio. Gesù riordina i nostri cuori: la sicurezza e la gioia riposano in chi siamo, non nelle imprese spirituali che riusciamo a compiere.
Spunto di preghiera: Se il conflitto spirituale è diventato un'ossessione, riorienta deliberatamente la tua gioia sull'appartenere a Dio — sul fatto che il tuo nome è scritto nei cieli — anziché su qualsiasi potere o esperienza nell'affrontare le tenebre.